La giungla della traduzione editoriale

Qualche giorno fa è uscito un chiarissimo articolo di Eva Milan sui meccanismi che precarizzano il lavoro di traduzione. Oltre a descrivere in modo vivido la quotidianità della vita di traduttor*, parla anche del destino delle traduzioni nel vortice della precarietà di tutto il lavoro editoriale senza ricadere in trite autocommiserazioni. Interessante anche il dibattito che ne è derivato su Lipperatura.

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Peccato che l’articolo ignori del tutto il fatto che le lotte contro il precariato si spingono, e non da poco tempo, ben oltre la rivendicazione dei diritti degli operatori dei call center e che nel dibattito che ne è seguito non si accenni mai all’idea che le lotte contro il precariato non si fanno per singole categorie di lavoratori.


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