manifesto

Dentro alla macchina dell’editoria. Nel ventre della balena. Stanchi di essere contattati all’ultimo momento per tradurre pagine e pagine di ribaltatura, cottimate di byte dall’uno all’altro rovescio delle lingue anglo-romanze. Stanchi di aspettare un allegato elettronico da riversare in cartelle da 2000 battute, a loro volta tradotte in pane e companatico, affitto e bollette. Anonimi i byte da contare, anonime le pagine da tradurre: a volte non sappiamo neanche chi sarà il fortunato autore che vedrà il proprio nome sul frontespizio, davanti a quelle parole allineate in ore e ore di cottimato intellettuale, alleviati in questa fatica dalle gocce di NEXT, il collirio monodose con cui lubrifichiamo le pupille essiccate dalle lunghe ore di esposizione al monitor. Due gocce ogni 5 cartelle, e una passeggiata intorno alla seggiola per sgranchirsi le gambe.
Montagne di carta e byte, revisioni frettolose incalzate da tempi di consegna incuranti di festività e straordinari. Stanchi di lubrificare con collirio il precariato dei nostri sguardi sul mondo. Stanchi di “volgere” senza riuscire a tradurre la radicalità delle nostre aspirazioni.

Eppure non siamo i primi a conoscere le fatiche dei lavori e dei mestieri. I bottai e i tintori, gli arrotini e i maniscalchi, hanno tutti conosciuto la ristrutturazione forzata delle loro competenze. Adesso è il nostro turno di resistere alle trasformazioni del mestiere dei traduttori e di tutti i lavori cognitivi in generale. Impariamo dai mestieri artigianali, e creiamo un collettivo, una gilda di traduttori uniti dalla tensione a promuovere, in prima persona, opere radicali che esprimano una tensione creativa che la macchina editoriale italiana non riesce a tradurre.
Le traduciamo noi, allora, e contatteremo redattori e case editrici per discutere la pubblicazione di quelle opere di cui siamo intermediari, i tempi e la curatela degli apparati. Per spostare il discorso dell’editoria nei territori più radicali e inesplorati. Quei territori in cui già ci siamo avventurati assieme agli autori che abbiamo tradotto, e con cui siamo diventati amici e complici. Assieme alla piccola e media editoria, quella che anticipa i giganti della macchina editoriale nella scoperta delle opere migliori, senza pensare alle migliaia di copie, alle classifiche gonfiate, ai quintali di carta tatuata d’inchiostro. Ma neanche abbiamo paura di entrare nel ventre della balena. E di buttar via il NEXT, una volta per tutte.
Trans/NEXT Gilda di traduttori radicali